Le Imprese Italiane nel 2025: Crescita Moderata, Forte Selezione e Nuovi Equilibri Settoriali

Le Imprese Italiane nel 2025: Crescita Moderata, Forte Selezione e Nuovi Equilibri Settoriali

Le Imprese Italiane nel 2025: Crescita Moderata, Forte Selezione e Nuovi Equilibri Settoriali

Analisi economica e settoriale a supporto delle decisioni d’impresa

Il 2025 rappresenta per il sistema imprenditoriale italiano un anno di ripartenza controllata, lontano sia dagli shock del periodo pandemico sia da una vera accelerazione ciclica.
Il quadro che emerge è quello di un’economia che cresce, ma in modo disomogeneo, con una crescente polarizzazione tra settori e modelli d’impresa.

Il fatturato complessivo delle imprese e delle partite IVA registra un incremento medio pari a circa il +2,6% su base annua, corrispondente a oltre 63 miliardi di euro di ricavi aggiuntivi. Tuttavia, questo dato positivo convive con un aumento significativo delle procedure di liquidazione e fallimento, in particolare tra PMI e microimprese meno strutturate.

👉 Il 2025 non è quindi un anno “facile”, ma un anno selettivo.


Il contesto economico del 2025: crescita contenuta e fragile

Rispetto al 2024, l’economia italiana nel 2025 mostra un cambio di passo moderato, ma resta inserita in una traiettoria di crescita debole.

I principali elementi di contesto sono:

  • Crescita del fatturato complessivo: +2,6%

  • Ripresa trainata dai servizi, dall’energia e dalle costruzioni

  • Manifatturiero ancora in difficoltà, con un recupero solo marginale

  • Aumento delle liquidazioni: nel secondo trimestre 2025 le procedure crescono di circa +18%, con punte settoriali superiori

Questo scenario riflette una domanda interna ancora prudente, costi operativi elevati in alcuni comparti e un accesso al credito più selettivo.

Per imprenditori e CFO, il messaggio è chiaro: non basta crescere in fatturato, conta la qualità della crescita.


I settori che hanno performato meglio nel 2025

Energia (elettricità e gas)

Il comparto energetico è tra i principali vincitori del 2025.

  • Crescita del fatturato: circa +15,7%

  • Da 167 miliardi a quasi 194 miliardi di euro

Il settore beneficia di:

  • prezzi ancora relativamente elevati,

  • investimenti strutturali nella transizione energetica,

  • una domanda più stabile rispetto ad altri comparti.

Per banche e fornitori, l’energia rappresenta uno dei profili settoriali più solidi dell’anno.


Costruzioni e infrastrutture

Il settore costruzioni supera nel 2025 i 200 miliardi di euro di fatturato, con una crescita prossima al +6%.

Il dato positivo è sostenuto soprattutto da:

  • opere pubbliche,

  • infrastrutture,

  • investimenti legati al PNRR.

La componente infrastrutturale mostra una tenuta migliore rispetto al residenziale, grazie a una pipeline di cantieri programmati e finanziamenti già allocati.


Servizi finanziari, assicurativi e sanità

  • Attività finanziarie e assicurative: crescita superiore al +6%

  • Sanità: incremento di fatturato vicino al +6%

Questi comparti beneficiano di una domanda strutturalmente elevata:

  • gestione del risparmio,

  • credito,

  • servizi assicurativi,

  • prestazioni sanitarie e assistenza.

Si tratta di settori con buona visibilità dei ricavi e maggiore resilienza ciclica.


Turismo e servizi collegati

Il turismo conferma nel 2025 il proprio ruolo di pilastro della crescita dei servizi.

  • Normalizzazione dei flussi turistici,

  • forte attrattività del sistema Italia,

  • performance superiori alla media in:

    • alberghi,

    • ristorazione,

    • cultura,

    • intrattenimento.

Le aree a forte vocazione turistica registrano dinamiche particolarmente positive.


Informazione, comunicazione e ICT

Il settore dell’informazione e comunicazione cresce di circa +4%, passando da 83,3 a 86,4 miliardi di euro.

La spinta deriva da:

  • digitalizzazione,

  • servizi IT,

  • consulenza tecnologica,

  • contenuti online e piattaforme digitali.

È uno dei comparti con le migliori prospettive di medio periodo.


I settori più in difficoltà nel 2025

Costruzioni residenziali

Nonostante la crescita aggregata del settore, le costruzioni risultano tra i comparti con il maggior numero di fallimenti.

  • Aumento delle procedure: oltre +20% in alcune rilevazioni

  • Criticità concentrate su:

    • imprese molto indebitate,

    • segmento residenziale,

    • fine degli incentivi più generosi,

    • tassi di interesse ancora elevati.

Molte PMI entrano in tensione di liquidità, nonostante il fatturato.


Industria manifatturiera tradizionale

Nel complesso, l’industria registra una crescita quasi piatta:

  • +0,3% circa di fatturato

Parallelamente:

  • forte aumento dei fallimenti (oltre +20% in alcune analisi),

  • criticità nei comparti:

    • metalli,

    • sistema moda,

    • produzioni tradizionali a basso valore aggiunto.

Il problema non è solo la domanda, ma la compressione dei margini.


Sistema moda

Il sistema moda (tessile, abbigliamento, calzature) è tra i comparti più colpiti:

  • Variazioni di fatturato negative: circa –3 / –4%

  • Aumento marcato delle insolvenze

Le cause principali:

  • concorrenza internazionale,

  • domanda estera meno dinamica,

  • costi elevati,

  • ridotta capacità di trasferire gli aumenti di prezzo.


Agricoltura e agroalimentare di base

L’agricoltura registra un calo di fatturato di circa –2%, penalizzata da:

  • volatilità dei prezzi,

  • costi energetici,

  • eventi climatici,

  • bassa capitalizzazione delle imprese più piccole.

Si osservano numerose chiusure tra le aziende meno strutturate.


Servizi B2B e distribuzione

  • Servizi B2B (marketing, consulenza, telecomunicazioni): elevata vulnerabilità per microimprese

  • Distribuzione e commercio:

    • fatturato in lieve crescita (+1%),

    • ma oltre il 20% dei casi gravi di default riguarda questo comparto.

Il settore è fortemente selettivo e competitivo.


Cosa significa il 2025 per banche, fornitori e professionisti

Il quadro che emerge è quello di un sistema imprenditoriale polarizzato.

Per le banche

Diventa essenziale rafforzare la componente settoriale nei modelli di rating:

  • maggiore attenzione su costruzioni, industria tradizionale e servizi B2B,

  • profili di rischio migliori su energia, ICT, turismo e servizi finanziari.

Per i fornitori

Serve una gestione più dinamica del credito commerciale:

  • fidi più prudenti nei settori ad alta incidenza di default,

  • maggiore flessibilità nei comparti con crescita strutturale.

Per i professionisti (commercialisti, consulenti, advisor)

Il 2025 è l’anno per:

  • ristrutturazioni del debito,

  • gestione attiva della liquidità,

  • finanza agevolata nelle filiere in difficoltà,

  • accompagnamento agli investimenti nei settori legati a:

    • PNRR,

    • transizione energetica,

    • digitalizzazione.


Conclusione: il 2025 come anno di selezione

Il 2025 non fotografa un Paese in crisi, ma un sistema imprenditoriale che si sta riorganizzando.
Chi innova, investe e struttura i processi finanziari regge e cresce.
Chi resta piccolo, sottocapitalizzato e concentrato su settori maturi affronta rischi crescenti.

👉 La vera sfida del 2026 non è crescere, ma crescere in modo sostenibile.

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