Osservatorio Gennaio 2026: Economia in Selezione, Settori Solidi e Rischi da Monitorare

Osservatorio Gennaio 2026: Economia in Selezione, Settori Solidi e Rischi da Monitorare

Imprese Italiane 2026: Economia in Selezione, Settori Solidi e Rischi da Monitorare

Osservatorio Mensile Lioncredit – Gennaio 2026

Nel gennaio 2026 il sistema imprenditoriale italiano si presenta in una fase di stabilizzazione fragile, lontana da una recessione conclamata ma ancora priva di una vera accelerazione.
I dati macroeconomici e settoriali raccolti nell’Osservatorio Mensile Lioncredit delineano uno scenario chiaro: l’economia non arretra, ma seleziona.

Alcuni settori mostrano capacità di tenuta e prospettive positive, altri entrano in una fase di pressione finanziaria strutturale, con un rischio di insolvenza superiore alla media. Per imprese, CFO e responsabili del credito, il 2026 si apre quindi come un anno in cui la gestione del rischio diventa parte integrante della strategia.


Quadro macroeconomico: crescita debole ma senza shock

Secondo le stime aggiornate, l’economia italiana cresce a un ritmo contenuto, con un PIL annuo stimato tra +0,5% e +0,8%, mentre la crescita trimestrale resta prossima allo zero. La produzione industriale mostra segnali di stabilizzazione avanzata, dopo un 2024 complesso.

Un elemento rilevante è il miglioramento della fiducia delle imprese, salita a 97,6 (+1 punto rispetto a dicembre 2025), trainata soprattutto dai servizi di mercato. Al contrario, costruzioni e commercio al dettaglio mostrano un arretramento degli indicatori di fiducia.

Sul fronte finanziario, i tassi di interesse sui prestiti alle imprese sono in graduale discesa, rientrando in un range compreso tra 4,0% e 5,3%, mentre il credito deteriorato rimane stabile intorno al 3%, con forti differenze settoriali.

Messaggio chiave: il contesto non è recessivo, ma richiede prudenza, selettività e monitoraggio continuo delle controparti.


Rischio di insolvenza: stabile in media, critico in alcuni settori

Il dato medio nazionale sul rischio di insolvenza resta intorno al 3%, ma questa apparente stabilità nasconde una forte eterogeneità settoriale:

  • Costruzioni: rischio default al 4,3%, in aumento

  • Tessile–abbigliamento: rischio default al 4,6%, ben sopra la media

  • Servizi avanzati e agroalimentare: rischio sotto controllo, spesso inferiore al 2–2,5%

Questo significa che il rischio non è sistemico, ma fortemente concentrato. Per chi concede credito commerciale o bancario, il settore di appartenenza è oggi uno dei primi indicatori di affidabilità.


I settori più solidi a inizio 2026

Servizi avanzati (ICT, consulenza, professionali)

È il comparto con la performance migliore:

  • fiducia imprese a 103,4 (+3,2 punti),

  • tassi di default inferiori al 2%,

  • domanda sostenuta da digitalizzazione e investimenti PNRR.

Le imprese dei servizi avanzati beneficiano di contratti ricorrenti, bassa intensità di capitale e alta produttività, rendendole tra i profili più affidabili.

Agroalimentare

Il settore mostra una buona tenuta:

  • export in crescita,

  • margini stabili,

  • default intorno al 2,5%.

La forza deriva dalla diversificazione geografica e dal posizionamento su prodotti ad alto valore aggiunto (DOP/IGP).

Manifattura innovativa

Meccanica avanzata, farmaceutica ed elettronica registrano:

  • fiducia in lieve risalita,

  • default sotto il 2%,

  • benefici diretti da investimenti in R&S, crediti d’imposta e PNRR.

Il comparto resta esposto alla volatilità dell’export, ma presenta fondamentali più solidi rispetto alla manifattura tradizionale.


I settori in maggiore difficoltà

Costruzioni

Il settore è quello più sotto pressione:

  • fiducia in calo a 99,8,

  • credito erogato in diminuzione (–4,5% annuo),

  • forte dipendenza da incentivi edilizi ormai in esaurimento.

La selezione colpisce soprattutto micro-imprese e realtà legate ai bonus, con prospettive negative almeno per la prima metà del 2026.

Tessile–abbigliamento

Uno dei comparti più critici:

  • credito in contrazione (–7,4%),

  • margini compressi,

  • difficoltà di riposizionamento competitivo.

Senza investimenti in qualità, digitalizzazione e internazionalizzazione, molte PMI rischiano ristrutturazioni o uscita dal mercato.

Commercio al dettaglio

Il calo della fiducia (–4,4 punti) riflette:

  • consumi deboli,

  • aumento dei costi fissi,

  • difficoltà di transizione digitale per operatori indipendenti.

Il rischio di chiusure resta elevato, soprattutto nelle aree periferiche.


Profili di impresa: chi vince e chi rischia

Dall’analisi Lioncredit emergono due categorie molto nette:

Profili a basso rischio

  • PMI innovative export-oriented

  • Imprese capitalizzate con investimenti PNRR

  • Servizi B2B con ricavi ricorrenti

Questi profili mostrano default sotto il 2%, flussi di cassa positivi e migliore accesso al credito.

Profili ad alto rischio

  • Micro-imprese costruzioni dipendenti da bonus

  • PMI tradizionali senza innovazione

  • Commercio al dettaglio indipendente poco capitalizzato

Qui si concentrano tensioni di liquidità, ritardi nei pagamenti e aumento delle insolvenze.


Implicazioni operative per imprese e CFO

Nel 2026, governare il rischio significa:

  • rivedere periodicamente i fidi commerciali,

  • integrare analisi settoriale e finanziaria,

  • monitorare indicatori anticipatori (ritardi, leverage, dipendenza incentivi),

  • proteggere la liquidità con strumenti adeguati.

Come evidenziato dall’Osservatorio Lioncredit, non è il volume di vendite a fare la differenza, ma la qualità dei clienti

Il 2026 non è un anno di crisi generalizzata, ma di forte selezione competitiva.
Le imprese che leggono i dati, investono e gestiscono attivamente il rischio continueranno a crescere. Le altre rischiano di subire il contesto.

Lioncredit supporta imprese, banche e professionisti con analisi creditizie, monitoraggio continuo e strumenti decisionali per affrontare questo scenario con maggiore sicurezza.


Osservatorio Gennaio 2026: Economia in Selezione, Settori Solidi e Rischi da Monitorare

Nel 2026 il sistema imprenditoriale italiano entra in una fase di selezione: alcuni settori mostrano solidità e crescita, altri affrontano tensioni di liquidità e aumento delle insolvenze. Un’analisi approfondita basata sui dati dell’Osservatorio Mensile LionCredit.

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